Ormai sono passati una decina di giorni e la cosa l'ho quasi digerita....quindi ne posso scrivere in maniera più tranquilla. Torniamo a 10 giorni fa...circa...
Vado al nido a prendere Erion ... arrivo e lui mi corre incontro a braccia spalancate ... come sempre ... e la maestra lo accompagna fin da me ... come al solito. E fin qui ci siamo. Al momento della ormai classica domanda "tutto a posto?" lei mi fa..."eh, oggi questo bimbo ha dato un bel morso". SCRAAAACCCC!!! COSA?? Mi sono sentita come se mi fosse caduto un pianoforte in testa. MA COME?? Lui??? Il MIO nanetto? Quello che fino ad oggi al massimo le ha prese?? Quello che aveva imparato a tenersi comunque lontano dai capannelli di litigi? Il mio Erion?
Ebbene sì. Se ci ripenso adesso un pochino mi viene da ridere. Tutti (o quasi) quelli a cui l'ho raccontato, amici, parenti, hanno avuto la stessa reazione..."OOOOHHH, finalmente!". Ma come finalmente??? Mi sono sentita ... male. Ecco ... male è la parola che rende meglio, ma non è perfetta. Ho avuto la sgradevole sensazione di non aver davanti il mio picci, veramente veramente sgradevole sensazione. Ho chiesto ... a chi l'ha dato, perché, se gli/le ha fatto male. Ovviamente la maestra non è entrata in ulteriori particolari. Ho passato i 3 giorni seguenti a cercare di capire chi fosse stato il malcapitato, a indagare chiedendo ai vari genitori se avessero trovato le impronte dei denti del mio pupo sul loro. Niente. Non sono riuscita a capire chi è stato il malcapitato.
E poi mille paranoie: e perché l'avrà fatto? Lo avrà fatto per difendersi? Per imporsi? Per vendicarsi? Insomma, ho passato delle giornatacce.
Ho chiesto anche alla mamma di una bambina al nido con lui, che fa la maestra in un nido (la mamma, non la bambina :-) ). Non era lei, ma quando mi ha chiesto perché e le ho spiegato mi ha detto di stare tranquilla, che queste cose ci stanno, che tra bambini spesso un morso può essere anche dimostrazione esagerata di affetto, ma soprattutto visto che è stato un evento unico (e per ora non si è più verificato) di stare tranquilla e non farmi troppe paranoie. Insomma, secondo lei non avrebbero nemmeno dovuto dirmelo proprio perché evento unico.
Ormai è passata, ma sono stata in ansia anche per il discorso "gliene parlo o lo lascio stare per non smuovere reazioni ingestibili?".
Alla fine ho parlato nuovamente con la maestra e quando ha capito che la cosa mi aveva fatto un brutto effetto per poco non si mette a ridere. Oltretutto mi ha anche raccontato che loro (le maestre) sono state da una parte contente di questa sua novità. Ovviamente hanno dovuto fare la ramanzina a tutti dicendo che i morsi si danno al pane e non ai bambini ecc ecc. Ma che proprio perché si trattava di Erion si sono sentite "sollevate" dalla paura che non fosse "pronto" per la scuola materna. So che può sembrare un controsenso...se gli devi insegnare che NON si morde perché ti senti sollevata quando un morso invece lo da? La risposta è: perché se il nido è una battaglia, la materna è una giungla, e fino ad oggi Erion non ha mai dimostrato agli altri e a se stesso che se vuole può imporsi e farsi valere. Insomma...la legge delle giungla veramente! (oltretutto il furbone ha preso di mira uno dei paciocconi ... anche se ha continuato a non dirmi chi era!!! sgrrr)
E che dire??? Ora va bene, non ha più morso nessuno, è sempre il mio cucciolo, ma forse sta diventando un pochino più forte anche in questo aspetto della vita sociale.
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giovedì 22 novembre 2012
sabato 26 maggio 2012
L'onore e l'onere di essere genitori
Divagazione del giorno. Un paio di giorni fa, dopo l'asilo, io ed Erion siamo andati al giardino 'Ccotto (Scotto per chi non parla l'erionese). Come al solito un sacco di mamme, papà, nonni, bambini più grandi e più piccoli, alcuni tranquilli ed altri più agitati...insomma, tutto normale. Siamo andati sullo scivolo e c'era un bimba di circa 5/6 anni. Bellissima...boccoli color miele, occhi verdi, vestita come un maschiaccio...e soprattutto buonissima. Era sullo scivolo, è salito Erion che voleva scendere: lo ha fatto passare e l'ha aiutato a sedersi. Insomma, una bimba di cui non aver paura. Vicino a lei c'era una signora (presumo la nonna) che la guardava giocare. Il pomeriggio continua e dallo scivolo andiamo sulle reti, e poi nella casetta, e poi sull'altalena e via e via. Dopo un po' riesco a sedermi su una panchina e divento il deposito dei sassolini che Erion mi porta con aria trionfale dicendo "tattoooo". E sulla panchina accanto a me ci sono un uomo e una donna che fumano come pazzi. Sono stata lì circa un quarto d'ora e non hanno mai smesso. Per fortuna che eravamo sopra vento. Ad un certo punto l'uomo da una voce e si avvicina la signora di prima con la bimba bellissima. La signora aveva cominciato a fumare e teneva in un braccio la bimba e nell'altro la sigaretta. Arriva lì vicino e la da in braccio al papà, che continua imperterrito a fumare. Si mettono tutti e tre a parlare con la bambina ad altezza fumo di sigaretta. Era immersa in una nuvola di fumo. Io non riuscivo a capire se non se ne erano accorti o se semplicemente non davano peso alla cosa. Sono stata combattuta per un paio di minuti se andare o meno a dirgli qualcosa...poi ho pensato che non era il caso, anche se per quella bambina sono stata un pochino triste.Ce ne sarebbero migliaia di scene del genere che ho visto negli ultimi 24 mesi.
Mamme che prendono i figli da scuola e che partono sgommando nel piazzale dell'asilo mentre con una mano mandano sms o parlano al cellulare, padri che per essere "divertenti" con gli amici spronano i propri bambini con frasi del tipo "dai, buttalo in terra" o "su, spaccalo se ci riesci". E negozianti che invitano i bimbi con frasi come "se piangi vedrai che mamma te lo compra".
Ho sempre pensato che non esistano cattivi bambini, ma solo cattivi insegnanti di vita. E' vero, ogni persona ha il proprio carattere, la propria indole, quindi due fratelli possono essere distanti in tutto e per tutto nonostante abbiano avuto la stessa educazione e, soprattutto, gli stessi modelli di educazione. Ma se a questo di aggiunge l'incapacità di capire che il proprio atteggiamento, le proprie azioni modellano l'idea di giusto e sbagliato nella testa dei bambini allora diventa veramente un dramma.
Ognuno fa il suo mestiere di genitore come meglio crede, e tutti pensano più o meno di adottare il metodo perfetto.
Io credo di comportarmi nel modo migliore per far crescere Erion socialmente "sano", ma non è ovviamente così. Quando sbrocco alla guida in macchina perché qualcuno non mi ha dato la precedenza, quando "sparlo" di qualcuno in sua presenza o, peggio, prendo in giro qualcuno che non c'è. E poi mille altre piccole cose, che fanno parte della vita di tutti i giorni e quindi inevitabili. Speriamo di non inciampare in errori troppo grossi...oppure che il mio bambino sia così agile da evitarli.
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