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martedì 2 luglio 2013

Pensieri alla fine di un ciclo

1 Luglio. Mesi di silenzio su questo blog. Di cose ne sono successe tante, tantissime, belle e brutte. Tra le cose belle ci sono amiche riemerse dall'oblio e tornate alla loro giusta posizione nel mondo, l'estate che finalmente ha deciso di farci fare il cambio di stagione degli armadi (ehm ... ok, io non l'ho ancora fatto!!!), il lavoro che ormai è routine, le vacanze che si avvicinano....e poi ci sono le cose meno belle: incomprensioni tra veri amici, nipoti ingessati, la fine del nido per Erion.
Eh sì ... la fine del nido ... ma non solo temporaneamente. La cosa è definitiva. Questo è stato l'ultimo anno di Erion al nido di infanzia.
Questi "quasi 3 anni interi" sono volati via. E' entrato per la prima volta all'asilo rosso, come dice lui, quando non aveva ancora compiute 5 mesi. Un mercoledì mattina lo lasciavo per la prima volta a qualcuno che io non conoscevo, che lui non conosceva. Lo avrebbero accarezzato mani che non sapevano niente di lui, che non sapevano come amava essere cullato e coccolato. E quelle mani, quelle voci, quei volti sono diventati i più familiari possibile. In quel posto è cresciuto con una rapidità che non avrà mai più. Ha imparato a camminare, a parlare, a condividere i giochi ed anche ad imporsi ogni tanto. Gli sono state insegnate giochi e canzoni, filastrocche e balli, storie e ritornelli. Ha cominciato ad intuire che il mondo è un dare/avere. Che ci sono delle regole da seguire per poter appartenere ad un gruppo. Si è fatto grandi amici, che spero lo rimangano per sempre. Ed ha avuto 3 mamme in seconda che io non scorderò mai. So che lui per un po' se le ricorderà e continuerà a parlare di loro come di persone ancora presenti nella sua vita, ma so anche che piano piano svaniranno dai suoi discorsi, dalle sue storie inventate, e i nomi dei personaggi non saranno più Ombretta Patrizia e Antonella. Verranno sostituiti con altri, sicuramente più presenti in quel momento. E a me questa cosa farà male, perché vorrà dire che per lui sta sbiadendo tutto l'amore gli è stato dato. Vorrei che riuscisse a ricordare tutto di questi anni, ma so che non è possibile, perché è ancora troppo piccolo. Spero però che tutto questo amore che ha avuto lo aiuti ad essere una persona migliore di quanto sarebbe potuta essere senza.

martedì 26 marzo 2013

Un tipo di giornata

E' inutile, non sono fatta per i post di riassunto. Quando perdo troppi giorni e i post bozza diventano troppi (in realtà basta che siano più di 2) non riesco più a riprendere il filo del discorso. E questo diario diventa frammentato e orfano di un sacco di cose che avrei voluto fissare....vabbè, ormai lo so che sono così e non ci posso fare molto.
Riprendiamo e vediamo di rimediare almeno un po':
il lavoro...ormai sono nuovamente una mamma che lavora da quasi 4 mesi. Sono stati mesi impegnativi, soprattutto a livello organizzativo.
La giornata feriale tipo ha dei ritmi abbastanza serrati:
6:35 : sveglia e forse su in piedi
6:45 : (se il forse è rimasto tale) in piedi, non ci sono storie
6:45-7:10 : preparazione colazione pupo, lavaggi&Co. mattutini (miei) mentre il pupo prende il latte, recupero del pupo, lavaggi&Co. mattutini suoi (e qui i tempi possono anche dilatarsi)
7:10-7:25 : passaggio da pigiama a vestiti consoni alla giornata, anche se ultimamente è difficile imbroccare la giusta pesantezza :-(
7:25-7:30 : giacche, borse, bacio a babbone (che ancora è nel fantastico mondo dei sogni) e via....
e se tutto va bene alle 7:30 siamo pronti per uscire e scappare all'asilo.

Dopo vari tentativi abbiamo trovato la soluzione viaria migliore per evitare più traffico possibile e stranamente è quella che passa per i lungarni. E anche lì il tempo è tiranno. Uscire da casa con 3 minuti di ritardo sulla tabella di marcia porta al disastro totale. Tra studenti delle superiori che vanno a scuola, uffici che aprono e furgoni che riforniscono i negozi di alimentari l'ora che va dalle 7:30 alle 8:30 è un intreccio di macchine, bici, furgoni, monopattini (eh sì) che sfrecciano per tutta la città...e purtroppo abbiamo dovuto rinunciare definitivamente all'autobus come mezzo di locomozione, un po' perché veramente fuori "linea" già per andare al nido, e poi perché adesso il mio posto di lavoro è molto più che fuori linea d'autobus... :-(
7:45-7:55 : (dipende) Erion entra al nido
7:55-8:05 : (dipende) entro in ufficio


E fino alle 16:00 si sta così, ognuno al proprio lavoro..."Ejon all'a'ilo, mamma a Pisa e babbo Macco a 'Ionno" (in realtà "babbo Macco" ci sta un po' di più a Ionno).

E alle 16:00 si riparte ... scappo da lavoro e via dal mio nanetto che mi aspetta e che ogni volta mi accoglie correndomi incontro e dandomi tanti baci! :-D E' un bambino che sa dare delle soddisfazioni a chi va a prenderlo al nido.

E finalmente ci possiamo rilassare: c'è il quarto d'ora accademico di corse sul
piazzale del nido, se ha piovuto e ci sono le pozze d'acqua e gli stivali a portata di mano ci scappa anche una sessione di "saltiamo su e giù nelle pozzanghere di fango", si decide dove e con cosa fare merenda e si torna a casa quando abbiamo voglia, ma sempre in tempo prima che torni babbo ... a volte lo andiamo anche a prendere a piedi fino alla stazione e il ritorno a casa è anche più bello.

E poi c'è la cena da preparare, con lui che gioca con babbo sul tappeto e sparge giocattoli ovunque. Pappa e cartoni (ebbene sì) e alla fine arriva il momento della nanna, per lui ... e ultimamente spesso coincide quasi con il mio che mi addormento come una pera!

Ma tanto domattina si riparte!

giovedì 21 marzo 2013

Primavera

E finalmente è arrivata la primavera, almeno secondo il calendario, perché per (quasi) tutto il resto siamo in pieno inverno.
A parte le alluvioni che stanno battendo l'Italia incessantemente, e Pisa in particolare pare, da oltre un mese, con l'Arno che negli ultimi 7 giorni ha già toccato per 2 volte il livello di "piena di primo livello di guardia", passando dai quadri clinici di amiche carissime che non vanno proprio come dovrebbero, toccando il momento politico incasinato che sta coinvolgendo il bel paese ed arrivando al mio costante senso di spossatezza....per il resto è primavera.
Speriamo che con l'arrivo della nuova stagione le cose cambino, non dico tutte, ma vorrei poter avere la possibilità di risolverne almeno un paio come dico io.



martedì 30 ottobre 2012

Nanna: quando il gruppo non collabora

Erion dorme in camera con noi da sempre, per ovvie necessità logistiche visto che stiamo in un bilocale. Però ha sempre dormito nel suo lettino e prima nella culla. Quando era piccolo piccolo il suo "andare a nanna" era da manuale di puericultura: ai primi cenni di stanchezza, per altro sempre puntuali tra le 20:00 e le 20:30, uno tra me e Marco lo portava in camera e lo metteva nella culla. Non era nemmeno necessario attendere che si addormentasse. Si rilassava immediatamente e nel giro di pochi minuti si addormentava. Tutti quelli che si sono trovati in casa almeno una volta ed hanno visto il "come" si addormentava Erion sono sempre rimasti stupiti da questa cosa.
Comunque..il tempo è passato e lui è cambiato, così come le sua abitudini. Adesso dorme nel suo lettino posizionato ai piedi del nostro letto, con la sponda abbassata in modo che possa uscire ed entrare a suo piacimento. Ci dorme volentieri e difficilmente passa dal lettino al lettone, ma il momento dell'andare a dormire è diventato un po' più problematico, ovviamente.
Già da qualche tempo vuole che a portarlo a dormire sia Marco, soprattutto perché io sono parecchio "fiscale" sul dove si dorme e anche su dove ci si addormenta, mentre Marco è più malleabile. Se Erion non ha voglia di stare nel lettino e insiste un po' lui non si scompone e lo mette nel lettone, per poi "trasbordarlo" a sonno inoltrato.
Stasera l'ho portato a letto io...e lui ha cominciato la sua nenia "mamma no, babbo sì, lettino no, lettone sì" e piano piano ha deviato verso il pianto: prima un pianto da uggia, e poi sempre più pianto da bizza, di quelli con le lacrime e i singhiozzi..."mi'(o) babbo, mi'(o) babbo...."....e avanti con i lacrimoni. Marco era in cucina ed è venuto a dargli il bacio della buonanotte...peggio che andar di notte. Il pianto si  calmato per un attimo, poi quando ha visto che lui se ne stava nuovamente andando via ha attaccato più forte di prima. E allora "basta Erion, stai calmo, non piangere, stai tranquillo, sudi, calmati, stai buono, mettiti giù, fai la nanna" e intanto dicevo a Marco di tornare in cucina. Ma qui è subentrato il disaccordo del team. Non se ne è andato e si è messo sul letto accanto a me....ovviamente Erion a quel punto pretendeva di essere preso e messo nel lettone!!! La tragedia....urla, pianti,lacrime....e io che mi stavo innervosendo sempre di più. "Marco, torna di là, ci penso io!" ... niente .... detto una, due, tre volte ... e dopo 10 minuti di strepiti ed urla me ne sono andata io!! Che ci stavamo a fare in due con lui che si strozzava per il pianto perché aveva deciso che voleva andare a dormire nel lettone??? Me ne sono tornata in cucina e dopo nemmeno 1 minuto ho l'ho sentito che diceva (anche un po' stizzito) "via, vieni nel lettone, così la smetti di piangere". SGRRRRRRRRRRRRRRRRR!!! Che rabbia!!! Ora fa la nanna, tranquillo e beato...l'ha vinta lui!!! Collaborazione, ci vuole collaborazione!!!

domenica 21 ottobre 2012

Aspettative e delusioni

Negli ultimi giorni il meteo è stato un po' ballerino: pioggia, sole, fresco (non freddo), umido, caldo afoso. Insomma, come al solito non si sa bene che cavolo di stagione sia...anche se in realtà è quella giusta, autunno, solo che non ci sono più avvezza visto che il "non ci sono più le mezze stagioni" mi ha abituata ad andare in giro a maniche corte fino a novembre negli ultimi anni. Comunque...con questo tempo cominciano a venir meno le passeggiate pomeridiane. Al nido hanno cominciato l'orario di uscita alle 16:00, quindi quando arriviamo a casa se il tempo non è splendido non è proprio il caso di andare in giro. E allora che si fa? Qualche giorno fa ho scoperto che in una libreria per bambini sul lungarno avevano programmato un laboratorio per bambini piccoli (1-2 anni). Mi sono informata e ho deciso di portarci il pupo. Avevo chiamato il giorno prima e mi avevano detto che avrebbero diviso i bimbi per età, ma alla fine i più grandi erano solo Erion e Mirtilla, che era venuta con noi e la sua mamma, quindi non c'è stata una vera e propria divisione. Hanno giocato un po' con pennarelli e fogli per disegnare, colori per dipingere con le mani e c'era una piscina piena di riccioli di carta per fare manipolazioni. Che dire? L'idea è molto bella...ma sono rimasta un po' delusa. Un po' per il posto...carino (bellissimi i libri che hanno in vendita), ma un po' piccolo per fare laboratori...e poi anche il personale non mi è sembrato molto a suo agio...forse troppe persone tutte insieme, bambini e mamme, hanno complicato i lavori e non hanno saputo coinvolgere i bambini....e un po' per la reazione di Erion. Va al nido praticamente da sempre, quindi pensavo che sarebbe stato un po' più "abile" e "interessato", ma invece ha passato quasi tutto il tempo a tirare fuori i pennarelli dai contenitori. Non so, a me non dispiaceva...se si divertiva così...ma ovviamente questa cosa ha un po' intralciato i giochi degli altri bambini. Quando siamo entrati nella libreria lui ha visto da lontano un espositore con tutti i libri dei Barbapapà e per tutto il tempo che siamo stati lì la sua testolina e i suoi pensieri andavano costantemente a quel contenitore di meraviglie, ed ogni tanto provava a scappare per ritornare nell'altra stanza. Con i colori per le dita la cosa è andata un pochino meglio, ma non era interessatissimo diciamo. Insomma...un po' di delusione (mia), forse perché avevo troppe aspettative, e la strana sensazione di aver sfiorato ma perso un'ottima occasione per vedere il mio bambino insieme a suoi coetanei.

mercoledì 3 ottobre 2012

Dal mio punto di vista

(Questo post non doveva prendere la piega che ha preso, o almeno non era nelle mie intenzioni quando ho cominciato a scriverlo)
Ieri hanno operato una delle tate di Erion, la più agitata e rumorosa. Non importa il motivo dell'operazione, non è quello che voglio fissare. Siamo andati la sera prima dell'intervento a trovarla in ospedale, visto che l'hanno ricoverata con 24 ore di anticipo. C'erano un sacco di amici a "rallegrare" le scale e il corridoio del reparto. E ovviamente i parenti. Noi siamo arrivati sul tardi perché abbiamo aspettato che Marco tornasse da lavoro. Siamo stati spavaldi e non abbiamo portato il passeggino, ma tanto Erion non ci sarebbe stato seduto dentro più di 10 minuti. C'erano un sacco di scale da salire e scendere in vari modi: a 4 zampe, da seduti, dando la mano a papà, reggendosi alla ringhiera...insomma, troppo da fare per rimanere seduto! Quando siamo arrivati l'aria era rilassata e anche un po' caciarona, in linea con il carattere della protagonista. Mentre Erion passava dal momento "mi vergogno" al momento "ora faccio lo scalatore", sempre seguito da papino, io mi sono messa a parlare con la mamma di Pà.
Era tranquilla, ma si vedeva l'ansia sotto la pelle. All'inizio mi sono sentita un po' "di troppo". Mi ha chiesto come sta Erion e le ho detto del prelievo midollare...e tutto è cambiato...e tutto è diventato dal MIO punto di vista. Ho ricordato quello che ho provato quando hanno addormentato lui per farglielo ed ho sentito di nuovo il nodo allo stomaco. E poi tutto è degenerato. Solo provare ad immaginare quello che stava provando lei mi ha fatto stare malissimo. Per lei come mamma e donna che ha già combattutto la stessa lotta. Ci siamo messe anche a "scherzare" sul fatto che "tutti quelli che sono qui non possono capire, 'sti giovanotti, bisogna essere mamma". Parole che di solito mi fanno ridere, che si dicono tanto per dire, tanto per sollevare un po' di rumore. E invece stavolta le ho dette credendoci veramente. Non che quello che prova una mamma sia peggiore di quello che può provare un papà o un fidanzato o un amico, no, assolutamente no. Ma è diverso. Il mio stato d'animo è cambiato e ha preso una direzione diversa da quella che avrei immaginato. E' una delle poche Amiche, che si è trovata davanti un mostro che ho già conosciuto...avrei dovuto continuare a sentire rabbia, come era stato fino a quel momento. E invece non è più rabbia o paura...o meglio, paura sì, ma una paura di mamma.
Gira in questi giorni sui social network uno di quei post strappalacrime sulle mamme. Scontato, come tutti, e che mi ha fatto piangere, come tutti. Un pezzetto a cui ho ripensato in quel momento:
"...Vorrei dire alla mia alla mia amica che la sua vita, ora così importante, avrà minore valore ai suoi occhi quando avrà un figlio. Che la darebbe in un istante per salvare la sua prole, ma che comincerà anche a sperare di poter vivere più anni, non per realizzare i propri sogni, ma per vedere suo figlio realizzare i suoi. Vorrei che la mia amica potesse percepire il legame che sentirà con tutte le donne che attraverso la storia hanno tentato disperatamente di metter fine alla guerra, ai pregiudizi e alla guida in stato di ebrezza. Spero che capirà come io possa pensare razionalmente alla maggior parte delle cose, ma possa perdere temporaneamente la ragione quando discuto della minaccia della guerra nucleare nel futuro dei miei figli...."
L'ho già detto, scontata, ma chi lo dice che le frasi scontate non riescano a cogliere i propri stati d'animo.


(E ora ti aspettiamo a casa...sbrigati!) 

mercoledì 19 settembre 2012

Un mercoledì da leoni (?)

Mercoledì mattina, il tempo è cambiato nel giro di 36 ore. Ieri era una giornata di transizione: dal cielo azzurrissimo di lunedì siamo passati al grigio piovoso di oggi. Non sono mai stata meteoropatica ma oggi mi sento così anch'io...grigia.
La giornata è cominciata come tutti i giorni: sveglia, latte ad Erion, caffè per noi, tran tran in bagno, passaggio dai pigiami ai vestiti e via, si esce. La stessa storia di tutte le (ultime) mattine: Erion che non vuole andare al nido e piagnucola, fino a piangere disperato quando arriviamo dentro. Stamani ho dovuto portarlo di peso dentro e questa cosa mi massacra....ma passiamo oltre.
Stamani prima mattina da quando siamo rientrati che non ho da fare NIENTE se non aspettare che lui esca per andare a casa di mia mamma. E questo non mi fa bene.
Sono tornata a casa con mille pensieri in testa. Ci sono ancora quelli molesti che ronzano, e per non sentirsi soli si stanno circondando di paranoie.
Mi sento fuori posto in questo momento. Ho fatto un paio di chilometri a piedi quando sono tornata a casa. Ho parcheggiato la macchina e sono andata in giro senza una vera meta. Mi sono autoconvinta che dovevo andare a comprare la frutta al mercato, e invece quando ci sono passata davanti ho tirato dritta. Sono ritornata a casa attraversando il giardino scotto. Mi piace tantissimo quel posto, ma stamani era triste anche lui. Sul prato bagnato non c'era nessun gatto a prendere il sole, nessun piccione a pulirsi le piume. Le giostre erano completamente deserte. Ho intravisto una coppia di ragazzini che "tubavano", probabilmente dopo aver fatto forca a scuola, su una panchina fuori mano, unici proprietari di tutto il parco.
Sono tornata passando per i lungarni, camminando piano per vedere quello che di solito non guardo...una bandiera accasciata su se stessa, lo scheletro ormai depredato di una bicicletta ancora assicurato con una catena arrugginita, due bottiglie semivuote abbandonate sulle spallette...è così: l'umore che hai ti fa notare solo quello in cui ti rispecchi. Stamani mentre tornavo a casa non so come mai ma in testa avevo un'immagine ben chiara di come mi vedo in questo momento, e mi è venuto da sorridere.

domenica 16 settembre 2012

Pensieri molesti

Siamo ritornati a casa ormai da 3 settimane, Erion ha già ricominciato il nido, anche se per ora solo la mattina, ed io sono alle prese con pensieri molesti. A Luglio sono stata gentilmente "lasciata libera" dai miei datori di lavoro, dopo più di 10 anni di contratti. La cosa mi ha un po' indisposta, diciamo così, ma ormai erano anni che ad ogni rinnovo la storia era sempre la stessa: "mi sa che questo è l'ultimo", "poi non sappiamo se possiamo di nuovo rinnovare" e via e via. Diciamo che ero preparata, ma non si è mai preparati del tutto.
Fatto sta che ho deciso di lasciar passare l'estate in tranquillità prima di rimettermi a cercare lavoro. C'erano le vacanze, Erion che prima di metà settembre non sarebbe rientrato al nido, un sacco di appuntamenti per controlli medici già presi da mesi...e quindi fino ad oggi non mi sono ancora messa a cercare con tenacia. E proprio ora arrivano i pensieri molesti. Cosa sono? Tutti quei pensieri che non ti fanno stare serena, che ti fanno dormire ma che sono di nuovo lì appena ti svegli, che aspettano i tuoi momenti di calma per affacciarsi e farti agitare. Per ogni persona sono diversi e per me sono: lavoro, casa e figli (non necessariamente in questo ordine)....insomma, niente di importante via!!!

Il lavoro: momento pessimo per rimanere senza.
Nessuno offre lavoro, figurarsi cosa vuol dire cercarne uno con assunzione.
Nessuno offre lavoro, figurarsi cosa vuol dire cercarne uno part-time.
Nessuno offre lavoro, figurarsi cosa vuol dire cercarne uno quando si sono superati (da un po') i 35 anni.
Insomma, su questo fronte sono quasi alla depressione.

La casa: momento pessimo per cercarne una...no, non è nemmeno vero. Negli ultimi anni ci abbiamo provato più volte, mai con convinzione e sempre con la certezza di non trovarla. Ora però ne serve una più grande, più adatta a noi. Questa la adoro. E' la mia prima casa "da grande", l'unica in cui abbiamo vissuto noi come famiglia. Ha una posizione stupenda se si vive la città.
Ma ha un sacco di difetti: è piccola, è umida, non è nostra, non ha un giardino (so che può sembrare una sciocchezza).
E poi il solo pensiero di dover affrontare un trasloco mi turba. Oggi abbiamo messo una mensola per fare un po' di spazio nella libreria. Mentre Marco faceva i buchi nel muro pensavo che la dovremo smontare, che dovremo rimettere tutto com'era prima. Togliere tutti i nostri mobili, i nostri libri, i nostri vestiti. Ridipingere e tappare tutti i buchi fatti nel muro. Far ritornare questa casa la casa di qualcun altro....e già questo pensiero per me è devastante. Figurarsi quando dovremo farlo veramente.
E poi dove andremo? In che casa? Chi ci avrà abitato prima di noi? Saremo di nuovo in affitto o ci potremo permettere una casa nostra, che sarà LA NOSTRA casa. E con quali soldi la pagheremo? Io sono ancora senza lavoro (vedi pensiero molesto precedente). E dove? A Pisa? Ci trasferiremo? E la scuola? E il lavoro? Una tragedia non ancora cominciata!

I figli: già...I figli. Non perché dall'ultimo post la famiglia sia aumentata. Ma la mia testa negli ultimi mesi pensa troppo spesso a come sarà la vita di Erion. Sarà figlio unico? Sarà felice? Gli mancherà qualcosa in questo modo?
Io ho due sorelle e, anche se da piccola a volte ho pensato a come sarebbe stato bello essere figlia unica, sono la cosa più bella che i miei genitori potessero regalarmi.
Due persone diverse da te che sanno però tutto di te, senza dovertelo chiedere. Che sanno come sei cresciuta, hanno condiviso con te molta della tua vita. Sanno quello che avete passato come membri della stessa famiglia. Le prime persone che puoi chiamare "amici", con cui hai condiviso i giochi e le malattie, le torte di compleanno e i pizzicotti dati di nascosto.
Vorrei veramente diventare una famiglia "più grande". L'ho sempre pensato...ma poi ci penso meglio e i pensieri diventano altri: come faremmo a mantenere un altro bambino? Io sono ancora senza lavoro (vedi pensiero molesto precedente-precedente). E come faremmo a stare in questa casa? (vedi pensiero molesto precedente). E ce la farei a sostenere un'altra gravidanza? Con Erion è andato tutto bene...finché non siamo arrivati in fondo. Alla fine è andato tutto a posto, ma col senno di poi ha rischiato tanto. E poi riusciremmo a gestire 2 bambini? Riusciremmo a ricominciare da zero? E il mio cucciolo sarebbe veramente più felice? Riusciremmo a farlo sentire ancora amato come lo è adesso? Riusciremmo a dargli ancora tutte le attenzioni che gli diamo e gli vogliamo dare adesso? O faremmo lo sbaglio che fanno molti genitori che riversano tutte le attenzioni sul nuovo arrivato? Non potrei mai perdonarmi un errore così grande.

Insomma, questo momento della mia vita è un po' troppo pieno di "se" e di "ma", di "forse" e di "sarebbe meglio".
Conosco molte persone che hanno i miei stessi dubbi, e moltissime che si buttano a capofitto e in qualche modo ce la fanno. Vorrei avere il loro coraggio, ma in questo momento mi blocca anche il solo pensare di dover andare a fare un colloquio con la paura che mi chiamino dal nido per dirmi che Erion sta poco bene. Speriamo che questo periodo passi presto, perché io ne sono già stufa!

lunedì 23 luglio 2012

Il significato delle parole

Io toscana, Marco pugliese. Alla nascita di Erion una delle prime cose che in molti ci hanno chiesto è stata "Ma Marco come si farà chiamare? Babbo o papà?". La risposta era sempre la solita: "Lo chiamerà come vorrà lui, io preferirei babbo, lui papà, ma alla fine userà la parola che preferirà"....
Sapendo che, a meno di eventi straordinari, Erion crescerà qui ho sempre fatto affidamento che all'asilo, a scuola, per strada tutti dicono babbo...quindi per me la cosa finiva lì. Marco sarà "babbo". Lui non ha mai detto che questa cosa gli dispiaceva troppo, ma sotto sotto si vede che un po' gli pesa. E che problema c'è? Tanto è Erion che lo deve chiamare...finché parlando con degli amici (i tati di Erion) non ho avuto chiaro il perché potrebbe essere un problema per Marco.
Il discorso era proprio questo: babbo o papà? Stessa risposta, stesse considerazioni.
Ma poi è bastata una frase per farmi capire: "Per te la parola affettiva è babbo, per Marco è papà, quindi per lui essere chiamato papà non è solo una parola, ha un significato molto diverso che essere chiamato babbo (che tra parentesi non è proprio un complimento in Puglia)".
E ora? Mi sono sentita cattivissima. Erion ha cominciato a chiamare papà da subito, poi con il passare del tempo è passato a babbo, e un bel po' è sicuramente colpa mia. Non volendo gli dico "ora arriva babbo, vai da babbo, chiama babbo"...lui adesso dice babbo, anche se a volte lo chiama anche papà (soprattutto su mio suggerimento!). Mi sono sentita veramente cattiva...:-( saremo ancora in tempo per fargli avere due parole con lo stesso forte significato affettivo?

sabato 26 maggio 2012

L'onore e l'onere di essere genitori

Divagazione del giorno. Un paio di giorni fa, dopo l'asilo, io ed Erion siamo andati al giardino 'Ccotto (Scotto per chi non parla l'erionese). Come al solito un sacco di mamme, papà, nonni, bambini più grandi e più piccoli, alcuni tranquilli ed altri più agitati...insomma, tutto normale. Siamo andati sullo scivolo e c'era un bimba di circa 5/6 anni. Bellissima...boccoli color miele, occhi verdi, vestita come un maschiaccio...e soprattutto buonissima. Era sullo scivolo, è salito Erion che voleva scendere: lo ha fatto passare e l'ha aiutato a sedersi. Insomma, una bimba di cui non aver paura. Vicino a lei c'era una signora (presumo la nonna) che la guardava giocare. Il pomeriggio continua e dallo scivolo andiamo sulle reti, e poi nella casetta, e poi sull'altalena e via e via. Dopo un po' riesco a sedermi su una panchina e divento il deposito dei sassolini che Erion mi porta con aria trionfale dicendo "tattoooo". E sulla panchina accanto a me ci sono un uomo e una donna che fumano come pazzi. Sono stata lì circa un quarto d'ora e non hanno mai smesso. Per fortuna che eravamo sopra vento. Ad un certo punto l'uomo da una voce e si avvicina la signora di prima con la bimba bellissima. La signora aveva cominciato a fumare e teneva in un braccio la bimba e nell'altro la sigaretta. Arriva lì vicino e la da in braccio al papà, che continua imperterrito a fumare. Si mettono tutti e tre a parlare con la bambina ad altezza fumo di sigaretta. Era immersa in una nuvola di fumo. Io non riuscivo a capire se non se ne erano accorti o se semplicemente non davano peso alla cosa. Sono stata combattuta per un paio di minuti se andare o meno a dirgli qualcosa...poi ho pensato che non era il caso, anche se per quella bambina sono stata un pochino triste.
Ce ne sarebbero migliaia di scene del genere che ho visto negli ultimi 24 mesi.
Mamme che prendono i figli da scuola e che partono sgommando nel piazzale dell'asilo mentre con una mano mandano sms o parlano al cellulare, padri che per essere "divertenti" con gli amici spronano i propri bambini con frasi del tipo "dai, buttalo in terra" o "su, spaccalo se ci riesci". E negozianti che invitano i bimbi con frasi come "se piangi vedrai che mamma te lo compra".
Ho sempre pensato che non esistano cattivi bambini, ma solo cattivi insegnanti di vita. E' vero, ogni persona ha il proprio carattere, la propria indole, quindi due fratelli possono essere distanti in tutto e per tutto nonostante abbiano avuto la stessa educazione e, soprattutto, gli stessi modelli di educazione. Ma se a questo di aggiunge l'incapacità di capire che il proprio atteggiamento, le proprie azioni modellano l'idea di giusto e sbagliato nella testa dei bambini allora diventa veramente un dramma.
Ognuno fa il suo mestiere di genitore come meglio crede, e tutti pensano più o meno di adottare il metodo perfetto.
Io credo di comportarmi nel modo migliore per far crescere Erion socialmente "sano", ma non è ovviamente così. Quando sbrocco alla guida in macchina perché qualcuno non mi ha dato la precedenza, quando "sparlo" di qualcuno in sua presenza o, peggio, prendo in giro qualcuno che non c'è. E poi mille altre piccole cose, che fanno parte della vita di tutti i giorni e quindi inevitabili. Speriamo di non inciampare in errori troppo grossi...oppure che il mio bambino sia così agile da evitarli.

sabato 19 maggio 2012

Il momento della nanna

Momento di divagazione. Domani battesimo del nipotino, quindi sono in preda a una giornata di pasticceria intensa. E mentre io sono qui che impasto, mescolo, spalmo e frullo, i miei due uomini sono andati a fare un riposino nel lettone. In realtà Erion doveva fare il riposino, ma Marco ha approfittato e si è addormentato anche lui. Sono appena andata a vedere che facevano, e li ho trovati tutti e due a fare la nanna con la faccia beata.
E così mi è venuto da pensare che ... il momento della nanna, il dormire con qualcuno, rilassarsi e lasciarsi andare tra le braccia di Morfeo è una delle cose più "intime" che ci possano essere. Non quando si è sfiniti ovviamente, quando ti addormenteresti anche appoggiato ad un muro, ma quando sei un po' stanco ma potresti ancora giocare o lavorare o correre o fare tutte le tue solite attività. Ed invece essere così sereni con chi ti sta accanto, rilassati e tranquilli da lasciarti andare ed addormentarti. Erion non ha mai avuto problemi per dormire, la nostra ipotesi è che "quando si annoia si addormenta" (immagino quando andrà a scuola :-D ), ma nonostante questo la nanna del mattino/pomeriggio è sempre un pochino più complicata. Si sveglia più facilmente e si rilassa più lentamente, proprio perché non stanchissimo. Ed invece adesso è lì che dorme accanto al suo papà/babbo e sono stupendi da vedere insieme!

lunedì 28 novembre 2011

Lo stress delle scelte

Da ieri mattina il pupo ha di nuovo la tosse. Siamo stati con l'ansia che si ammalasse nuovamente tutta la settimana passata, mentre alla fine ha avuto solo tosse e raffreddore. Sembrava che tutto si fosse risolto ed infatti già da venerdì stava molto meglio. Ieri mattina invece si è svegliato con la tosse brutta brutta (oltretutto io completamente afona, per la felicità del mondo). 'Sta tosse maledetta da proprio fastidio: non riesce a dormire bene, a volte ha dei rigurgitoni e via e via. Stamani quando ci siamo svegliati lo sentivo caldo....ieri sera aveva un po' di febbre e mi è venuto di nuovo lo stress ... da scelta!!
Porca miseriaccia, possibile dover sperare che non si ammali non solo perché non voglio che stia male...ma anche (e a volte soprattutto) perché so che ogni volta è un casino per l'organizzazione!! Mi sento veramente stressata...e mi chiedo se non abbiamo sbagliato a fare la scelta che abbiamo fatto. Vorrei stare con lui quando sta poco bene, non sono una mamma che lo vorrebbe sempre attaccato alla gonna (nel mio caso ai pantaloni), ma non vorrei nemmeno dovremi sentire così...cattiva. A lavoro per ora non mi hanno mai fatto storie, ma lo sento che ogni volta che devo rimanere a casa c'è sempre l'aria del "vabbè, però che palle 'sta storia!". Già che tempo fa hanno cominciato a girare voci sul fatto che da quando c'è lui io a lavoro latito (cosa non vera, ma lasciamo perdere), ora che c'è il rischio di rimanere a casa praticamente ogni giorno per curare il mio cucciolo mi sento perennemente sotto un faro! Ma perché non vinco al superenalotto così non avrei più il bisogno di lavorare (ah, è perché non ci gioco)
Lilypie Kids Birthday tickers